Camminare a piedi nudi appare oggi come una consuetudine ancestrale e retrograda. Igiene, salute/infortuni e facilità/comfort sono tre delle armi che sostengo la tesi del progresso e dell’importanza capitale delle calzature.
Ma perché allora esistono tante persone e filosofie di pensiero che tendono a esaltare i benefici di camminare a piedi nudi, o più in generale spingono l’uomo verso una riconnessione con la natura?

Come istruttore di kite mi capita spesso di non indossare le scarpe per mesi interi e ho quindi voluto approfondire alcuni aspetti in chiave introspettiva.

Partendo dall’innegabile praticità e sicurezza che una scarpa ci offre, la mia domanda è: quale è il prezzo da pagare per beneficiare di tali vantaggi e quali, se ne esistono, i danni collaterali che ne derivano?

Per capire meglio la mia riflessione, ho analizzato i tre elementi sopra citati in maniera distinta.

Igiene

Camminare scalzi ci fa diventare i piedi neri. Che cosa disgustosa. Giusto?
In un momento storico nel quale siamo indottrinati con regole d’igiene estremamente rigorose, dove l’apparenza regna sovrana e riflettere è un’attività non incoraggiata, quest’affermazione non mi sorprende affatto.
Prendendo un esempio così estremo non voglio certo indurti ad uscire e vantarti di avere i piedi sporchi, bensì riflettere se realmente ciò rappresenta un reale problema dal punto di vista igienico, paragonato al tenere imprigionato il piede per ore e ore.

Questo dubbio nasce da un assunto: tenere costantemente protetta e eccessivamente pulita qualunque parte del nostro corpo ha degli effetti negativi sulle nostre difese immunitarie. La nostra pelle, nel corso del tempo, si è infatti sviluppata creando degli anticorpi naturali che ci proteggono dai microbi esterni. Un utilizzo sconsiderato di prodotti disinfettanti aumenta il rischio di rovinare quest’equilibrio esponendoci a infezioni, dermatiti e allergie.
Inoltre, le calzature non permettono al piede di respirare, il che induce il piede a sudare e creare sgradevoli odori, o ancora peggio a far crescere funghi e generare problemi alle unghie (unghie incarnite).

Per ovviare a questi danni collaterali, invece di trovare un giusto equilibrio naturale, ci siamo orientati ad innovazioni tecnologiche dalla dubbia provenienza e utilità. Ma le regole del mercato sono così potenti da non indurci spesso in inganno.
Siamo così caduti in una trappola e ci siamo sottomessi ad una logica consumistica che prevede l’acquisto e l’applicazione di prodotti cosmetici di ogni sorta per adattarsi ad un’ideale di bellezza ipocrita, per inseguire un desiderio di giovinezza infinita e salvaguardare un’igiene esagerato.

Alla luce di queste due riflessioni la mia domanda resta: le scarpe ci offrano veramente un beneficio rilevante dal punto di vista dell’igiene rispetto al camminare a piedi scalzi?

camminare a piedi nudi - Jen in salita

Jen Joyance

camminare a piedi nudi-Jen su strada

Jen Joyance

Salute/Infortuni

Ci tengo a partire con il primo vantaggio, assolutamente innegabile, che la scarpa ci fornisce, ovvero la protezione.

Tuttavia, il nostro piede è in grado di rispondere e proteggersi naturalmente, generando un ispessimento e indurimento dell’epidermide a contatto con il terreno.
La necessità odierna di una protezione è influenzata dall’indebolimento del nostro corpo, che è ormai fragile (nonché dall’umana inciviltà di gettare tutto per terra,cicche, vetri, etc., rendendo la strada une vero campo minato). Non è un caso se gli indigeni che abitano le zone più scomode del nostro pianeta vivono scalzi da secoli.

Ancora una volta non spingo verso un ritorno all’epoca della pietra, bensì un tentativo di riuscire a trovare il giusto equilibrio.

Sono cosciente delle difficoltà di ognuno a dover “riapprendere” a camminare scalzo, (freddo ai piedi, tagli, dolori etc.), ma i vantaggi sono innumerevoli e scientificamente provati.
Camminando a piedi nudi riusciamo a stimolare le migliaia di terminazioni nervose che sono collegate con i nostri organi e che ne beneficiano.

Fin da piccoli siamo abituati a non camminare a piedi nudi quando fa freddo. A mio avviso è sbagliato, perché farlo attiva la circolazione del sangue permettendo al corpo di riscaldare ogni sua parte in maniera autonoma migliorando la termoregolamentazione. L’aumento del livello di circolazione del sangue migliora inoltre il sistema cardiovascolare e produce una risposta positiva del sistema immunitario.
Inoltre, camminando a piedi nudi si migliora la meccanica del piede, e indirettamente dei fianchi e delle ginocchia migliorando la postura, riducendo i problemi alle ginocchia, alle giunture, alle articolazioni e ai legamenti, e contrasta il mal di schiena, mal di spalle e cervicale.
Camminando a diretto contatto con il suolo miglioriamo ugualmente la nostra propriocezione, ossia la consapevolezza del nostro corpo nello spazio. Ciò si traduce in un migliore equilibrio.
Camminando a piedi nudi, sulla sabbia, in foresta o sui sassi, riusciamo a stimolare i punti di pressione rinforzando i muscoli che legano piedi, caviglie e gambe aumentando l’energia generale del nostro corpo. Questo ci rende più attivi.
Infine, è stato approfondito da alcuni ricercatori come gli elettroni liberi presenti nella terra agiscano come antiossidanti naturali neutralizzando la carica positiva dei radicali liberi che sono il segno distintivo dell’infiammazione cronica.

Questi sono solo alcuni degli innumerevoli benefici del “barefooting”, o “earthing”, da praticare essenzialmente nella natura!

Camminare a piedi nudi-Manuela Peschman-copyright-Accalmia-albero

Manuela Peschmann, forest and wilderness theraphy

Camminare a piedi nudi-Manuela Peschman-copyright-Accalmia-foresta

Manuela Peschmann, forest and wilderness theraphy

Facilità/Comfort

Oggigiorno regna incontrastata la ricerca della facilità, della semplificazione e del comfort e dell’efficienza. Tutto e subito, non è ammesso alcun spreco di tempo.
In questa logica si adatta benissimo la scarpa, che proteggendoci da “ogni” ostacolo ci garantisce una comodità e protezione tale da ridurre al minimo la nostra attenzione a dove camminiamo e a dove siamo. Possiamo dirigerci verso la nostra meta velocemente.

Tornando a camminare a piedi nudi, siamo invece più soggetti ai pericoli (ex. oggetti taglienti) dell’ambiente circostante, e perciò necessitiamo una maggiore attenzione. Siamo dunque più presenti e coscienti di chi siamo e dove siamo. Aumentiamo il nostro contatto con la natura e la nostra percezione di essa. In questo modo ne sentiamo le variazioni termiche e morfologiche, entrandoci con più facilità in simbiosi.
Camminando a piedi nudi diventiamo consapevoli dell’importanza di ogni passo, e accettiamo di vedere la nostra strada come un insieme di passi, ognuno dei quali è importante. Questo ci permette anche di non concentrarci solamente sul punto d’arrivo, visto come mero obiettivo da raggiungere nel più facile e comodo modo possibile per poi passare al seguente, bensì sul viaggio in sé.

camminare a piedi nudi-jen montagna

Jen Joyance

camminare a piedi nudi -Jen libertà

Jen Joyance

Conclusione

Sono cosciente dell’importanza della scarpa, come di altri progressi che mirano a migliorare la condizione umana, ammesso che non deteriori il nostro rapporto con la natura.
Sono convinto che necessitiamo di un vero legame con essa, e non un rapporto di forza nel quale l’unico obiettivo è dominarla. Camminare a piedi nudi è solo uno dei tanti modi di cui abbiamo bisogno per ricreare questo legame.

Da quando sono diventato istruttore di kitesurf ho riscoperto questo piacere. Il mio lavoro è infatti svincolato dall’obbligo di portare calzature in ogni circostanza.
All’inizio non è stato facile abituarmi, e tutt’ora riscontro delle difficoltà a camminare scalzo, se per lunghi periodi, devo indossare le scarpe.
È pertanto essenziale trovare il giusto equilibrio, utilizzando i mezzi materiali e le innovazioni tecnologiche (come la scarpa) a nostra disposizione nella giusta misura.

A mio avviso dovremmo essere incitati ad avere un rapporto con la natura più vero e naturale, invece di creare un mondo che ci invita ad allontanarci da essa. Camminare a piedi scalzi, quando possibile, è solo uno dei modi che io utilizzo per restare in sintonia con la natura.

Un ringraziamento particolare a Jen Joyance e Manuela Peschmann per la condivisione delle loro foto.

GRAZIE PER AVER LETTO