Il 2020 è un anno di svolta che ha stravolta il modo di vedere e concepire le nostre esistenze. Alcuni business ne hanno approfittato, altri ne stanno pagando le dure conseguenze.

Saggio o no che sia, ho deciso a fine anno di dar vita alla mia scuola di kitesurf, Triderland, conscio di dover affrontare molte difficoltà, alcune delle quali straordinarie e poco prevedibili.
Ma, dopo anni passati a lavorare per varie strutture, ho sentito che fosse il momento di fornire un servizio che mi rispecchiasse di più.

Dopo aver enunciato in un altro articolo le 3 ambizioni che mi hanno spinto a fondare Triderland, ho deciso di presentare anche la parte meno gradevole del mio lavoro.

Una scuola kite nata nel 2020, le 3 difficoltà straordinarie che ho e sto affrontando:

1. L’approvvigionamento del materiale

Come la maggior parte delle attività, una scuola di kitesurf necessita un approvvigionamento di materiale non indifferente.
La crisi sanitaria ha stravolto l’economia mondiale, creando dei danni collaterali innegabili. Le materie prime mancano e i trasporti sono ridotti, pertanto il materiale è consegnato con grandi ritardi (a scuole di kite, shop, etc.) e a prezzi più cari, anche se tutte le marche lavorano duro per garantire un servizio efficiente.

Nel mio caso, il danno è enorme. L’idea di cominciare durante i mesi invernali, mentre tutte le altre scuole erano chiuse, per far conoscere la mia scuola nella regione, si è scontrata con la dura realtà. Mancanza di materiale, impossibilità di fornire il servizio.

Il momento più frustrante, e paradossale, si è manifestato nel momento in cui mi sono trovato a inviare, i pochi clienti che mi chiamavano, ai miei colleghi a causa della mancanza di materiale. Loro, infatti, essendo attività già rodate da anni, avevano ancore dello stock degli anni precedenti.

Siamo ad settembre e non abbiamo ancora finito di penare. E le prospettive per gli anni successivi non sembrano rosee, pertanto un nuovo modello dovrà essere riflettuto per capire come anticipare questo cambiamento e essere coscienti che, ancora più di prima, dovremo essere capaci di prevedere con largo anticipo ciò di cui necessitiamo per gli anni successivi.

Difficoltà creazione scuola kitesurf - materiale

2. Interdizioni e restrizioni

Una delle problematiche più evidenti è la chiusura forzata dell’attività, che incide in maniera considerevole su una nuova scuola.
Anche se, nessun decreto ha direttamente proibito la pratica del kitesurf, resta il fatto che le limitazioni imposte hanno ridotto significativamente la clientela.

Una scuola come la mia, che ha la peculiarità di spostarsi da uno spot all’altro alla ricerca delle migliori condizioni, è stata penalizzata dalle limitazioni spaziali statuite. Infatti, ad inizio anno mi spostavo regolarmente nella mia regione per trovare il migliore spot in base al vento, il luogo dell’appuntamento poteva cambiare e fuoriuscire dai limiti spaziali prescritti dal governo, rendendo il corso impraticabile.
Se a questo si aggiunge il coprifuoco, l’obbligo del test pcr e tutte le leggi che limitano i viaggi, la clientela interessata alle nostre diverse attività si è ridotta drasticamente.

Inoltre, fornendo un corso con due allievi massimo, l’annullamento di un allievo per cause straordinarie a lui non imputabile, come quelle derivanti dalla crisi sanitaria, mi obbliga a fornire la prestazione di un corso privato al prezzo del corso di gruppo, mettendo in discussione la redditività del servizio offerto dalla scuola.

Infine, il lockdown et la sua continua ricorrenza, hanno assestato un bel colpo anche alla mia attività di crociere prevista per maggio. Dal momento della decisione, infatti, tutte le richieste sono state interrotte e una settimana è stata annullata.
L’obiettivo è di continuare a crederci e non mollare per garantire comunque il servizio e dare alla gente una boccata d’aria fresca.

Difficoltà creazione scuola kitesurf Triderland

3. Futuro incerto, angoscia permanente e impossibilità di progettarsi

L’incertezza fa parte dei rischi che un imprenditore deve assumere per dar vita alla propria impresa. Ma l’obiettivo è, per quanto possibile, studiare e prevedere il mercato per definire la migliore strategia.
Cosa succede però se i rischi sono totalmente incontrollabili? Cosa succede se le interdizioni piovano dall’oggi al domani senza una logica certa? Cosa succede se i decreti tendono a etichettare come non essenziale tutto ciò in cui tu credi e vuoi lottare?

In un contesto come questo la cosa più sensata economicamente, sarebbe smettere tutto e dirigersi verso quei settori più redditizi verso cui il mercato tende. L’idea più sensata sarebbe aderire alla logica del mercato neoliberale che ci vuole nemici l’uno dell’altro, per il solo fine di massimizzare il profitto a detrimento di una qualunque logica umana.

Ma no, questo vorrebbe dire snaturare ciò in cui credo, e lasciare cadere in un precipizio senza fondo le mie 3 ambizioni, che da sempre regolano la mia vita.

Ma come progettarsi in un panorama mondiale così ambiguo?
Un futuro incerto che diffonde un’angoscia costante e proibisce qualunque tipo di proiezione futura è quanto di peggio un essere umano si può trovare a combattere, anche se nel breve termine, come nel caso delle scuole di kitesurf e le attività all’aria aperta, l’estate 2020 è stato un successo.
Questo exploit si ripeterà o sanzioni sempre più gravi si ripercuoteranno sul nostro settore? Le previsioni fatte l’anno scorso sono state frutto di un’annata eccezionale e di conseguenza non attendibili, o la volontà della gente è veramente quella di ritornare a dare importanza allo sport all’aria aperta? La gente riprenderà a viaggiare all’estero come prima o continuerà a dare fiducia alle attività del proprio paese? Le limitazioni di spostamenti e il coprifuoco ci accompagneranno ancora per diversi anni o la vita riprenderà il suo reale corso?

Dopo quello che è successo al settore sciistico, non mi meraviglio se condannassero in futuro anche le attività estive!

Se prima questi interrogativi facevano parte di uno studio dell’ambiente, dei concorrenti e del sistema economico, che per quanto mutevole, riponeva su basi verificabili e misurabili, ora siamo in un clima di piena incertezza che elimina qualunque possibilità di progettarsi, soprattutto per gli attori non in linea con il pensiero unico e “tecnologicamente” corretto.

Ogni progetto che avevo in mente è soggetto alle decisioni statali future, totalmente slegate dalle logiche del mercato. Ciò infonde la diffusione virale di un sentimento di angoscia permanente che sempre più attanaglia la gente impedendo alcun tipo di progetto, vacanza e attività a medio lungo termine. È evidente che questo incide direttamente e negativamente sulla nostra attività e voglia di proporre esperienze differenti.

Lavorare duro per mesi per arrivare a 2 settimane dalla prestazione offerta e sentirsi dire: “il tuo evento non rientra nelle attività essenziali, quindi è annullato”. La domanda sorge spontanea: “ne vale veramente la pena?!”.

Sono anni che lavoro per costruire il mio progetto delle crociere kite, parte integrante della mia scuola Triderland, e ogni volta, a poche settimane di distanza, non so se potrà essere realizzato oppure no.
Abbiamo la fortuna che esiste ancora della gente che vuole credere e sperare di avere ancora un briciolo di libertà e si è impegnata a partecipare alle nostre crociere, facendoci raggiungere il limite minimo di partecipanti. Ma molti sono quelli spaventati, e li capiamo, dalla situazione. Persone che hanno combattuto l’anno scorso per avere rimborsi di viaggi annullati, senza successo. Persone che hanno perso le loro vacanze e hanno deciso di arrendersi alla volontà del governo di limitare i nostri movimenti.

La nostra volontà resta quella di combattere e portare a termine il nostro progetto, anche se economicamente meno conveniente.

Difficoltà creazione scuola kitesurf - futuro incerto
happy Sailing navigazione

Conclusione

Il nostro caso è solo uno dei tanti, e sicuramente neanche il più grave, che testimonia i danni collaterali che questa “pandemia”, o gestione della stessa, ha creato e sta creando.

Mollare, non molleremo, e le nostre ambizioni per il momento prevalgono sulle difficoltà incontrate. Ma alcune domande è lecito porsele:

  • È davvero utile continuare a lottare per vivere una vita che sembra volgere ad un frenetico alternarsi di lavoro e lockdown, dove ogni tentativo di vivere viene represso perché etichettato come non essenziale?
  • Quanto riusciremo a tenere alta la motivazione se ogni idea, ambizione o progetto, è in balia di decisioni imprevedibili che fluttuano giornalmente?
  • Come riuscire ad accettare il fatto che siamo etichettati come business “non essenziale” e contrario alla nuova società di “avatar” atomizzati che i “nostri leader” stanno costruendo, basata sul distanziamento sociale e sul telelavoro, che io chiamo “cybervita”?

Un mondo come quello dipinto da un anno a questa parte sembra uscire da una novella dei romanzi distopici del secolo scorso, e non può non farci riflettere.

Siamo sempre più incitati a:

  • restare a casa incollati ad uno schermo,
  • etichettare l’altro come un nemico e lavorare sempre di più, con il solo obiettivo di guadagnare uno status sociale “accettabile” e “normale”,
  • eliminare i rapporti umani e trovare godimento nel solo acquisto di idiozie di cui non abbiamo bisogno (indotto attraverso strategie subdole e viziose),
  • vivere nell’incertezza e nella paura,
  • non pensare fuori dalle righe, ma seguire la massa (attraverso un bombardamento mediatico senza precedenti),
  • vedere la natura come pericolo da sopraffare con la tecnologia.

Noi rimaniamo fautori di una vita vissuta realmente, che pone la differenza tra vivere ed esistere. Continuiamo a portare avanti i valori della nostra scuola che si fonda sull’importanza delle relazioni umane e dello sport come mezzo per avanzare e realizzarsi.
Continuiamo a pensare che la tecnologia deve rimanere un mezzo nelle mani dell’uomo, per migliorare la nostra vita, e non il fine ultimo della nostra esistenza. Siamo dell’idea che l’uomo debba vivere in comunità e nel rispetto delle leggi della natura, e non come individuo egoista che usa la scienza tecnologica per dominare la natura e trarne un profitto smisurato e infinito.

Attraverso i nostri servizi speriamo di trasmettervi la nostra passione per uno sport che insegna il rispetto dell’ambiente circostante, e una volta imparato, offre immensa libertà. Ma il nostro scopo è altresì quello di condividere un corso, un coaching o un’altra attività, durante la quale lo scambio umano è, e deve restare, il fulcro della prestazione.

È per tale ragione che, anche se la voglia di chiudere e smettere di diventare matti, seguendo tutti i nuovi decreti folli che escono giorno dopo giorno, ci balugina per la testa, restiamo a disposizione e continuiamo ad offrire i nostri servizi, garantendo le crociere anche se il numero delle persone non raggiunge quello stabilito, o garantendovi la nostra disponibilità per i corsi di kite, sempre con il sorriso sulle labbra.

Siamo e saremo sempre felici di accogliervi e non vediamo l’ora di condividere la nostra passione con voi!

Un ringraziamento va a tutti i clienti e rider che supportano le nostre attività locali e alla marche che fanno il possibile per fornirci quanto necessario per ottemperare ai nostri servizi.

GRAZIE PER AVER LETTO